Modifica dell’articolo 656 del codice penale e altre disposizioni in materia di pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose

La proposta di legge all’esame della Commissione persegue l’espresso obiettivo di introdurre misure di «contrasto della manipolazione e della distorsione dell’informazione», con particolare riferimento al fenomeno delle c.d. fake news (notizie false).

La diffusione delle notizie risulta enormemente potenziata dal ricorso – quali mezzi di comunicazione di massa – a Internet e ai social media ivi presenti. Dalla rapidità di circolazione e dalla enorme quantità di informazioni in rete deriva l’impossibilità di controllarne in tempi rapidi provenienza e genuinità. La possibilità di condivisione delle informazioni tra utenti consente di riprodurre e divulgare all’infinito tali informazioni, anche nel caso in cui siano palesemente false. Tali notizie risultano talora veicolate sul web a fini di lucro da siti specializzati proprio in fake news, che ottengono profitti dallo sfruttamento economico dei banner pubblicitari presenti sul sito che pubblica scientemente notizie false. 

Si ricorda che, all’inizio della legislatura, la Presidenza della Camera dei deputati ha promosso la costituzione di una Commissione di studio per l’elaborazione di principi in tema di diritti e doveri relativi a Internet, composta da deputati attivi sui temi dell’innovazione tecnologica e dei diritti fondamentali, studiosi ed esperti, operatori del settore e rappresentanti di associazioni. Nell’ambito dei lavori della Commissione uno specifico focus è stato dedicato nel corso del 2017 al tema delle fake news, con lo svolgimento di una specifica attività conoscitiva.

La Commissione, nella seduta del 28 luglio 2015, ha approvato un testo della Carta dei diritti in Internet che si compone di un preambolo e di 14 articoli. Alcuni di tali articoli risultano più direttamente riconducibli al tema delle fake news; – si tratta degli articoli 1 (Riconoscimento e garanzia dei diritti), 5 (Tutela dei dati personali), 6 (Diritto all’autodeterminazione informativa), 10 (Protezione dell’anonimato), 13 (Sicurezza in rete) e 14 (Governo della rete).

Il 3 novembre 2015, l’Assemblea della Camera dei deputati ha poi approvato una mozione con la quale si impegna il Governo ad attivare ogni utile iniziativa per la promozione e l’adozione a livello nazionale, europeo e internazionale dei principi contenuti nella Dichiarazione.

 

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